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Etica e tolleranza 21.9.2010

 

Sabato 4 settembre 2010 alle ore 17.00 Via G. Costanzo, Industrie Grafiche Rubbettino, Sala Convegni “E. Critelli”, 150 anni. Italia e massoneria: etica e tolleranza per un confronto storico, sarà presente il Gran Maestro del Grande Oriente avv.  Gustavo Raffi

«C'è la necessità di tornare a pensare e a saper ideare un grande progetto di educazione morale, al di la del risultati dei sondaggi, perché il governante deve educare, deve anche fare soffrire, se questo porta ad un risultato positivo, non deve inseguire i desiderata, perché poi alla fine pagano tutti». È la riflessione consegnata dal gran maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, a margine del convegno svolto lo scorso anno a Soveria Mannelli. Anche quest'anno si ripete l'incontro, contestualizzato nel cartellone delle manifestazioni "Essere a Soveria" promosse dal comune, organizzato dal Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, l'istituzione libero muratoria operante in Italia, ed avrà come tema "I 150 anni. Italia e massoneria: etica e tolleranza per un confronto storico". L'appuntamento è programmato per sabato 4 settembre a Soveria Mannelli a cui interverrà il Gran Maestro Raffi. Il programma prevede alle 10 l'incontro con i giornalisti, nel corso di una conferenza stampa moderata dal giornalista Sergio Tursi Prato, nella sala convegni "Ermanno Critelli" della Rubbettino Editore, nel pomeriggio, alle ore 17, è previsto l'avvio dei lavori del convegno.
Inoltre il sindaco di Soveria Mannelli Leonardo Sirianni, riceverà ufficialmente il gran maestro Raffi nel corso di una cerimonia che si terrà alle ore 12 nella "Sala della Libertà" del Palazzo Cimino sede municipale.
Per rafforzare questo processo di osmosi e di confronto costante con la società civile e con le Istituzioni a vari livelli, anche nell'ambito della trasparenza e di apertura al mondo profano che la gran maestranza Raffi sta portando avanti nel corso di questi anni, le due manifestazioni saranno riprese integralmente e mandate in onda, sull'emittente interregionale "Telitalia". Il programma del convegno, coordinato da Egidio Laraia, della loggia "La Sila – Dionisio Ponzio" n. 363 dell'Oriente di Decollatura, prevede i saluti istituzionali di Federico Nicotera, maestro venerabile della loggia di Decollatura, del sindaco Leonardo Sirianni e di Antonio Seminario, presidente del collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Calabria. GAZZETTA DEl SUD

Cosa è Massoneria :
In casa è bontà
In affari è onorabilità
In società è cortesia
Nel lavoro è onestà
......Con gli infelici è compassione
Contro l’ingiustizia è resistenza
Per la debolezza è aiuto
Davanti ai codici è lealtà
Contro la falsità è smemoratezza
Per i felici è compiacimento
Per l’umanità è dedizione
Con il prossimo è umiltà e tolleranza
Al cospetto di Dio è amore.
(W.V.Goethe )

A Soveria Mannelli si investe in cultura e conoscenza

Essere a Soveria Mannelli 2009  vedi foto

Convegno pubblico sul tema "Sogni e realtà - Illusioni e Certezze".

 

Sabato 4 settembre 2010 alle ore 17.00 Via G. Costanzo, Industrie Grafiche Rubbettino, Sala Convegni “E. Critelli”, 150 anni. Italia e massoneria: etica e toller
(W.V.Goethe )

Sala Convegni “E. Critelli” – Rubbettino editore, Sogni e realtà. Illusioni e certezze, con GUSTAVO RAFFI, ANTONIO BALDASSARRE, LUISELLA BATTAGLIA, DINO COFRANCESCO e FRANCESCO BEVILACQUA ( a cura della loggia “ La Sila – Dionisio Ponzio” del Grande Oriente d’Italia di Decollatura)

"Soveria e' più virtuosa di altri comuni? No, semplicemente e' stata più ambiziosa. Ha sognato, puntando un dito verso il cielo ma poi ha chiuso la mano e si e' presa la luna".

Vincenzo La Russa

 

ESSERE A SOVERIA 2008

Soveria Mannelli L'intervento del gran maestro aggiunto del Grande Oriente d'Italia Massimo Bianchi

Il lavoro della massoneria nella storia ha pure contribuito all'unità nazionale

SOVERIA MANNELLI - «Rivendico alla massoneria che alcuni dei valori su cui si è sacrifica una parte della migliore gioventù ed anche della cultura italiana è il fatto dell'indipendenza dell'unità nazionale». È la riflessione consegnata dal gran maestro aggiunto del Grande Oriente d'Italia Massimo Bianchi, in sostituzione della prevista presenza del gran maestro Gustavo Raffi impossibilitato a partecipare per una improvvisa indisposizione, a conclusione del convegno " La Massoneria e il Regno di Napoli" che si è svolto a Soveria Mannelli organizzato dalla Loggia " La Sila-Dionisio Ponzio " Oriente di Decollatura, con il patrocinio del collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Calabria.
Sul processo di unificazione italiana e sulla figura di Garibaldi, il gran maestro aggiunto rileva: «È difficile trovare nella storia uno che fosse disinteressato come Garibaldi, che si poteva impossessare di un regno invece di consegnarlo. Un personaggio importante per noi massoni, anche se non viene ricordato. Nel 1863 è stato gran maestro e in alcune delle foto che sono a Caprera ci sono i fratelli che ci hanno preceduto nella costruzione di questo ideale».
Nel ripercorre la storia dell'istituzione massonica Bianchi afferma che ci sono libri che tendono a dare un giudizio positivo e c'è anche una pubblicistica che da un giudizio negativo, comunque le logge hanno avuto una evoluzione e non sono rimaste quelle che erano. «Se comparo la lettura dei libri con le vicende dei fratelli che ci hanno preceduto e con le tracce della storia non solo nazionali della nostra istituzione», sostiene il maestro venerabile, «noto che la cosa che si è fatta è quella di ricollocare l'istituzione nella sua tradizione. Chi legge le storie dei nostri territori sa che ci sono dei passaggi che trovano la presenza dei massoni».
E prosegue: «Riguardo al voto alle donne, la prima proposta viene da un deputato nostro fratello, come pure l'importanza dell'istruzione. Questi temi soprattutto nei confronti della scuola e della ricerca scientifica sono stati ripresi all'interno delle gran logge che si sono svolte in questi anni. Allora se ci ricordiamo quello che eravamo, dobbiamo prenderne spunto dalla storia per l'attività da svolgere oggi e per il futuro».
Dopo le note dell'inno di Mameli il convegno è stato aperto dal sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, che ha portato il saluto a tutti i convenuti, a cui è seguito l'intervento del Maestro Venerabile della loggia organizzatrice, Vincenzo La Russa e del presidente del collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Calabria, Filippo Bagnato. Nel ruolo di moderatore Pino Molinaro, della loggia " La Sila-Dionisio Ponzio ", ricorda che è il quarto anno che la cittadina ospita questo incontro. Nel riflette sul ruolo dell'istituzione rileva che «la massoneria si sta orientando verso una ricerca ed un'analisi su argomenti che interessano la società ed i tempi in cui viviamo, argomenti di storia, di etica e quindi di formazione del futuro cittadino. Questo ritengo sia il compito ed anche la giustificazione per rivisitare la storia». E nel riprendere una riflessione scritta su una sua pubblicazione della storia della loggia " La Sila ", Molinaro ricorda che «amare la memoria è anche amare il futuro».
Sono seguite le relazioni " La Massoneria nelle due Sicilie e i fratelli meridionali del '700" esposta da Ruggiero Ferrara di Castiglione; "Testimoni di libertà: dalla Repubblica Napoletana del 1799 ai cinque martiri di Gerace" il tema trattato da Santi Fedele dell'Università"; "Unità e federalismo: venture e sventure" la relazione di Mario Caligiuri docente Unical.   Fonte   Gazzettadelsud 10.09.08

www.prometeolocri.net

Grande Oriente, in Calabria pieno di voti per il Gran Maestro

Gustavo Raffi

Cosenza. Ci siamo questi sono gli esiti delle urne, risultati definitivi anche se non ufficiali. Gustavo Raffi è stato riconfermato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia per la terza volta. I votanti sono stati oltre 10.000 ed il 43,38 % di loro ha rinnovato la propria fiducia a Raffi. La seconda lista votata è stata quella capeggiata da Natale di Luca che ha conquistato 4.067 voti pari al 39,25% dei suffragi. Le altre due liste seguono a grande distanza, quelle di Losano al 13,37% e dell’ing. Catanese al 4,0%. Risultati ben distanti dalla soglia del 40% richiesta per essere eletti al primo turno. Gustavo Raffi è risultato vincente in 9 regioni contro le 5 andate a Di Luca e le 3 in pratica pareggiate. Risultati che rappresentano l’esito di una campagna elettorale lunga oltre tre mesi, ricca di incontri e scontri , dove i mezzi di comunicazione virtuale sono stati adottati da ogni schieramento. «Ma se n’è anche abusato - si legge in una nota -. L’utilizzo di alcuni siti anonimi hanno reso la campagna piena di anatemi via internet. Siti web e newsletter in stile Robin Hood hanno dettato i tempi delle polemiche; ma alla luce dei risultati non hanno saputo raccogliere il consenso per superare la protesta indirizzando l’impegno verso una proposta accettabile ». «In effetti - conclude - la carenza di una valida proposta alternativa è stato il limite delle liste rivali e contrapposte a Raffi. Tutte sulla difensiva; fermare il nuovo per ristabilire vecchi scenari non è stata un’ipotesi vincente; i massoni italiani hanno preferito perseguire con Raffi l’esperienza di profondo rinnovamento dell’Istituzione massonica. Ha perso chi ha voluto negare il rapporto continuo e vivo con la nostra società: massoni e cittadini». r. r. Calabria ora 7 marzo 2009

 

Meditazioni per una settimana

A Nocera fin quando esisterà l'ottusità di tanti di destra e di sinistra, non c'è niente, fin quanto ad amministrare si penserà solo per la propria saccoccia, non ci sarà niente.

Gustavo Raffi ricevuto dal sindaco Sirianni

Soveria Mannelli. Il gran maestro del Goi, Gustavo Raffi, ospite a palazzo Cimino

«La massoneria forma il cittadino»

Tutti i movimenti, nel loro stato nascente, sono caratterizzati da un grande entusiasmo, dal sogno di un mondo di giustizia, di uguaglianza, di libertà e di fratellanza.

  Iniziativa della loggia “ La Sila - Dionisio Ponzio” di Decollatura

SOVERIA MANNELLI – Importantissimo l’appuntamento che lo “stato maggiore” della massoneria Italiana, quella del Grande Oriente d’Italia, si è data ieri in città. Il secondo, dopo quello dell’anno scorso che ancora una è stato onorato della presenza della sua massima autorità, Gustavo Raffi, Gran Maestro Venerabile del G.O.I., che ha dichiarato di tornare con piacere in questi luoghi, dove ha trovato un giusto spirito laico e una sana cultura. L’appuntamento seppur inserito nel cartellone ufficiale di “Essere a Soveria” di fatto viene originato in simbiosi con la loggia Massonica “ La Sila- Dionisio Ponzio”, di Decollatura, governata da Egidio Laraia, nelle vesti di Gran Maestro Venerabile. Un primo approccio, con la città l’entourage di Gustavo Raffi, lo ha vissuto presso Palazzo Cimino, sede del municipio cittadino, dove ad accoglierlo c’erano il sindaco della città Leonardo Sirianni, il vicesindaco Mario Caligiuri e il presidente del Consiglio, Angelo Sirianni, oltre a una nutrita rappresentanza di assessori. Qui, presso la sala del consiglio, il sindaco ha rivolto il suo benvenuto ai presenti, per poi passare la parola a Mario Caligiuri, che attraverso le slide, dallo stesso commentate, ha inteso far conoscere i traguardi raggiunti da questo comune, dimostrando quanto in questo pezzo d’Italia è stato fatto e si dovrà fare. Poi l’analisi, che ha evidenziato il percorso amministrativo in un crescendo continuo di disamine approfondite e di traguardi raggiunti che hanno lasciato gli ospiti «increduli di fronte a tanta evidenza». Dalla neo istituita compagnia dei carabinieri, all’ospedale, alle industrie, al commercio della città che conta 230 attività, l’associazionismo, non ultimo la stabilità amministrativa, un fatto che si colloca tra i migliori in Italia, e poi il tasso di informatizzazione. Caligiuri continua con l’elencazione delle maggiori testate giornalistiche, come il Giorno, il Corriere della Sera, La Repubblica , ed anche la BBC , che hanno parlato della città contribuendo a diffonderne il nome. Immediato e spontaneo il commenti di Gustavo Raffi, che ha dichiarato di sentirsi un ambasciatore di questa città, poi dice: «Ho apprezzato e sono tornato, qui c’è la volontà politica giusta, quindi si può fare di tutto. Questo è un comune laico». Poi ironizza suffusamente sul labaro Comunale e dice: «non sarà un caso ma quel simbolo ha tre cose: la corona - il potere civile; il fuoco - il potere spirituale; e le spade – potere sacrale e civile -. Simbologie, che sanno elevare una laicità non ottusa, che qui sa aprirsi all’altro, con tolleranza». Una disamina, quella di Raffi, che non nasconde la sua appartenenza, anche se chiude alludendo alla crisi attuale soprattutto della politica, che , spesso, latita nel trovare risposte, cosa che la gente si aspetta indipendentemente che siano di destra o di sinistra. Su questo abbiamo posto alcune domande a Raffi.

Ancora una volta a Soveria, quale è il motivo? e è il motivo? e è il motivo?

La cultura.

Cosa ha trovato in questo territorio?

La prima volta fu una sorpresa, un piccola realtà come questa ha fatto si che si potessero incontrare uomini delle istituzioni per dibattere sui grandi problemi di questa società e dare un segnale che la massoneria resta una grande scuola di formazione del cittadino, che, oggi, denuncia un certo distacco con le istituzioni. Un fatto da approfondire in modo che non ci sia più “il distacco”, dove, bisogna che il cittadino sia tale e non un suddito, e con uno spiccato senso del dovere.

Proprio ora che il paese vive una certa crisi Istituzionale e civile?

Sicuramente, caduto il muro di Berlino, il tramonto delle ideologie, si sono persi molti punti di riferimento. Quando si distruggono dei valori bisogna essere pronti a sostituirli. Oggi ci vogliono uomini e laboratori che cercano di capire e trovare dei valori che siano correlati al mutamento attuale.

E la massoneria? Come si pone di fronte a queste emergenze?

La Massoneria ha una regola: non deve usurpare le Istituzioni e il mondo politico. Sicuramente può dare un grande contributo, sia culturale che di formazione. Di fronte ai grandi problemi, ai grandi drammi deve dare delle indicazioni o meglio dei suggerimenti e dibattere con gli altri. Potrei dire che si devono risolvere i problemi! Facciamo un esempio: l’Aids, è un problema sociale, non un problema di destra o di sinistra, quindi deve essere risolto, questa è la nostra filosofia. Bisogna ripristinare le regole del dialogo ed evitare le lotte “tribali”, evitare di considerare l’altro – un nemico – poichè questo è il fallimento della democrazia. Le maggioranze e le minoranze devono nascere con la prospettiva di risolvere i problemi, perché l’interesse non è quello di una parte ma quello della società nella sua generalità. a.s.

Fonte il quotidiano 9.8.07  

SABATO 8 SETTEMBRE 17.00 Sala Ermanno Critelli della Rubbettino Editore,

Uomini liberi? Sospesi tra realtà e illusione, con GUSTAVO RAFFI (a cura della Loggia “La Sila - Dionisio Ponzio” del Grande Oriente d’Italia di Decollatura)

Sabato a Decollatura. Tema: “Uomini liberi? Sospesi tra realtà ed illusione”

La Massoneria a convegno con il gran maestro Raffi.

 

Gustavo Raffi

ANCHE quest’anno il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la più importante istituzione liberomuratoria operante in Italia, partecipa alle manifestazioni di “Essere a Soveria”. “Uomini liberi? Sospesi tra realtà ed illusione” è il tema del Convegno di studi con il quale la Massoneria sarà presente, sabato 8 settembre, a quello che anche nell’edizione 2007 si conferma come uno dei maggiori appuntamenti culturali dell’estate italiana. «Tra gli obiettivi della Massoneria – ha detto il Gran Maestro Gustavo Raffi – anticipando gli argomenti che saranno discussi nel corso dell’iniziativa – fondamentale è il messaggio di impegno e di educazione alle libertà, al fine di essere costruttori di comprensione e di dialogo, in un mondo troppe volte trafitto dall’ingiustizia e dalla violenza, per giungere ad un etica della responsabilità che ponga l’uomo al suo centro e che combatta la disaffezione alla socialità». Il convegno di studi, organizzato dalla Loggia “ La Sila- Dionisio Ponzio” di Decollatura con il patrocinio del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, sarà aperto alle ore 17 ( sala convegni “Ermanno Critelli” Rubbettino Industrie Grafiche ed Editoriali) dai saluti del sindaco di soneria Mannelli, Leonardo Sirianni, e del Maestro Venerabile della loggia organizzatrice, Egidio Laraia. Moderati da Mario Caligiuri, università della Calabria, seguiranno gli interventi di Dino Cofrancesco, università di Genova, “Libertà civili”; di Luisella Battaglia, della stessa università, “Etica e ricerca”; di Morris Ghezzi, università di Milano e Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia, “Libertà religiose”; di Antonio Baldassare, presidente emerito della Corte Costituzionale, “Libertà personali

 

Il “processo “ dell’Armonia Social Club

Arretratezza da colmare, la politica condannata.

La responsabilità è sia del centro destra che del centro sinistra.

Ha presieduto la seduta come giudice Adelchi d’Ippolito

Pur trattandosi di una simulazione le problematiche affrontate sono state reali.

Si è concluso con una sentenza di condanna il processo alla politica, che si è tenuto in un noto hotel di Sant’ Eufemia Lamezia. Si è trattato di una simulazione organizzata dall’Associazione Armonia Club, con lo scopo di capire le responsabilità della politica nelle cause dell’arretratezza della Calabria. L’Associazione è stata costituita nella primavera del 2005 da giovani calabresi operanti nella capitale. Il Presidente Giuseppe Francesco Modafferi ha spiegato che già nel mese di marzo si è tenuto un processo alla Calabria da cui emergevano due soggetti che richiedevano attenzione: i politici e gli emigranti. Si è pensato, dunque di organizzare due incontri uno ad agosto a Lamezia sulla politica , uno in autunno a Roma sugli emigranti. Per la par condicion , sono stati individuati per il processo alla politica due esponenti del centro destra: gli onorevoli Ida D’Ippolito e Mario Tassone e due del centro sinistra : il senatore Nuccio Jovane e l’onorevole Aurelio Misiti, che hanno dato la loro disponibilità. Ad introdurre è stata l’accusa rappresentata dall’avvocato Gianfranco Saccomanno che è stato molto efficace. Ha relazionato poi l’avvocato Ernesto d’Ippolito che ha costruito la difesa addossando le cause dell’arretratezza della Calabria alla società civile e, sulla base dell’art. 27 comma 1 della Costituzione, ha sottolineato l’importanza della responsabilità personale dell’operare in politica, non condividendo assolutamente la generalizzazione dell’accusa. Ha presieduto la seduta come giudice Adelchi d’Ippolito, magistrato a Roma che, dopo aver ascoltato accusa e difesa, ha chiamato i testimoni : Nuccio Jovane, Ida d’Ippolito, Aurelio Misiti, Mario Tassone, ponendo loro domande ben definite per fare chiarezza sui problemi della Calabria. Riportiamo le risposte più significative. Secondo Nuccio Jovane :esiste il problema della criminalità organizzata che interessa sia il centro destra che il centro sinistra. E’ necessario che i partiti evitino la candidatura di persone che possano fungere da canali di comunicazione con la criminalità organizzata. Esiste in Calabria inoltre, non un problema di risorse. Secondo Ida d’Ippolito: uno dei compiti della politica deve essere quello di creare le condizioni per favorire l’occupazione dei giovani. Bisogna individuare le responsabilità specifiche e qualora ci siano soggetti politici indagati o addirittura rinviati a giudizio sarebbe corretto che questi si autosospendessero temporaneamente dal mandato. Secondo Aurelio Misiti: esiste una incapacità di programmazione che è un effetto della società basata sull’individualismo. Etica e morale, principi di legalità devono essere al centro dell’intervento dei politici. Mario Tassone ha spiegato :Nel 1970 sono nate le Regioni  che avrebbero dovuto rompere quella visione centralistica burocratica dello Stato centrale ed essere principali interlocutori delle istanze dei cittadini. Questo in Calabria non è avvenuto. Un’altra importante constatazione fatta dallo stesso è che : i centri istituzionali oggi contano meno rispetto a gruppi di potere e corporazioni consolidate.Adelchi d’Ippolito ha poi chiamato come testimoni , giovani  presenti nel pubblico. Hanno risposto all’invito sia giovani calabresi residenti ed operanti fuori regione , sia residenti in Calabria ma che vorrebbero evadere dell’attuale contesto. Tutti hanno evidenziato la distanza politica dalle loro esigenze: La sentenza definitiva è stata di condanna. Pur trattandosi di una simulazione le problematiche affrontate sono di una realtà sconcertante. La politica  del compromesso, quella che scende a patti con la criminalità organizzata per ottenere voti nel periodo elettorale. La politica che non favorisce il turismo, l’imprenditoria, l’occupazione giovanile e che decide di sottostare al potere di alcune lobby legate alla criminalità organizzata. La politica irresponsabile, priva di una vera e propria progettazione che possa risollevare le sorti della Calabria. La politica regionale assuefatta a quella nazionale. Questo tipo di politica è stata condannata e come ha specificato l’avvocato Saccomanno, la responsabilità è sia del centro destra che del centro sinistra, perché se la maggioranza non sa amministrare la minoranza non sa portare avanti le esigenze del territorio.

Fonte : Dora Anna Rocca –Gazzetta del Sud. 14.08.08

A mio modesto avviso i nostri politici vogliono e ci ingrassano con questo sistema: perchè non fanno approvare la proposta di legge Lattazzi ?

Perchè non provvedono come è scritto sotto ad inviare Magistrati a Lamezia ? ed in tutta la Calabria? I politici vogliono che i processi vengano prescritti !... Eppure li votiamo noi...... sia a destra che a sinistra...piangere o parlare non serve.

(ANSA) - DON GELMINI:RAFFI(GRANDE ORIENTE),SE VUOLE LO DIFENDO GRATIS

(ANSA) - Esprime solidarietà a Don Piero Gelmini e si offre di "officiarne gratuitamente la difesa" l'avvocato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani.
"Comprendo lo stato confusionale che agita Don Gelmini - ha detto - ma credo che il suo peggior difensore sia egli stesso che ha reagito rispolverando la telenovela della congiura giudaico-massonica".
"Ha eletto un portavoce di tutto rispetto - ha concluso riferendosi ad Alessandro Meluzzi - lasci alla sua intelligenza il compito di difenderlo". (13,23 ANSA). mi se ngrizzulanu i carni  !

DON GELMINI SI SCUSI ANCHE CON I MASSONI

La Massoneria si batte da sempre e senza alcun dogma o verità rivelata per la Fratellanza, l'Uguaglianza e la Libertà universali di tutti e di ciascuno. Oltre ogni Chiesa. di Luca Bagatin (*)

Non voglio entrare nella vicenda giudiziaria relativa ai presunti abusi sessuali commessi da Don Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, sulla quale peraltro sta indagando la magistratura che è l'unico organo preposto a dare giudizi conclusivi in merito. Purtuttavia ritengo gravissime le recenti dichiarazioni del presule e nella fattispecie non solo il "lapsus freudiano" nel quale egli ha parlato in un primo tempo di "lobby ebraico-radical chic" che combatte la Chiesa e che magari sta alla base di una presunta persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, ma anche il suo scagliarsi contro la Massoneria affermando infatti testualmente: "Chiedo scusa agli ebrei, ho per loro rispetto e molta considerazione. Non volevo fare dichiarazioni contro la comunità ebraica, mi riferivo invece alla lobby massonico-radical chic che combatte la Chiesa su tutti i fronti e punta a neutralizzare coloro che cercano di rendere una testimonianza cristiana".Ora, da liberi pensatori che nulla si lasciano sfuggire, non possiamo non notare che la Chiesa cattolica storicamente ha combattuto e perseguitato nei secoli, compiendo scampi, barbarie e assassinii (si pensi alla Santa Inquisizione, che anticipò di secoli gli stermini compiuti dai nazisti e dai comunisti) tanto gli Ebrei quanto i Massoni, rei, a suo dire, di essere degli infedeli, corrotti e financo seguaci del Demonio (ricordando tanto, ma proprio tanto, un'altra religione istituzionalizzata non propriamente "mansueta"). E ciò lo ha fatto al pari del regime nazifascista e di quello comunista (non a caso il Duce parlava di "complotto demo-pluto-giudaico-massonico" ai danni del fascismo ed il Duce, guarda caso, si alleò proprio con la Chiesa cattolica).
Che Don Gelimini sia stato vittima di un "lapsus" nel parlare di "lobby ebraica" è certo. Che esso possa essere considerato "freudiano" lasciamo ai lettori la libertà di valutare per quanto, chi scrive, ritiene che il Dr. Freud la sapesse lunga.
Il presule, come abbiamo scritto, purtuttavia si è scusato con gli Ebrei (che, guarda un po' in Israele hanno costituito l'unico Stato democratico del Medioriente, alla faccia di tutti gli antisemiti e antidemocratici di oggi e di ieri) e ciò è bene.
Ora, io dico, si scusi anche con i Massoni, i quali non solo non hanno mai torto un capello ad alcun cristiano o cattolico che dir si voglia (anche perché fra i Massoni vi sono numerosissimi che si professano cristiani e anche cattolici visto che fra l'altro fra le fila della grande istituzione esoterica figurano anche dei preti cattolici) ed anzi, si sono battuti e si battono da sempre e senza alcun dogma o verità rivelata per la Fratellanza, l'Uguaglianza e la Libertà universali di tutti e di ciascuno. Oltre ogni Chiesa.Forse è questo che da fastidio alle persone come Don Gelmini?
Ci auguriamo proprio di no, per cui, coraggio, si scusi con tutte le Obbedienze Massoniche.
(17-8-2007)

(*) www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

il mitico Ernesto

ERNESTO D' Ippolito è nato a Cosenza il 10 febbraio 1933 dove attualmente vive e lavora. Laureatosi in Giurisprudenza a Roma, è avvocato penalista dal 1957 e, dal 1972, è iscritto all'albo speciale dei patrocinanti in Cassazione. In virtù della sua professione e della sua competenza giuridica, ha ricoperto vari ruoli: consigliere-segretario del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza , relatore al Congresso Nazionale Giuridico -Forense di Catanzaro e, più volte, relatore aggiunto alle sedute di laurea all'Università della Calabria. E' presidente emerito dell'Unione degli Ordini Forensi della Calabria. Significativo anche il suo impegno in politica (è stato segretario regionale del Partito Liberale Italiano in Calabria) insieme alla sua attività di amministratore locale che ha svolto per 18 anni come consigliere comunale di Cosenza. E' membro di varie associazioni e socio sostenitore di numerosi organismi di carattere culturale e filantropico -umanitario. Dal 2003 è gran maestro onorario del Grande Oriente d'Italia

Conferme nel nuovo partito ?  

di Ernesto d’Ippolito

Nella fase costituente del nuovo Partito, alla seria ed apprezzabile ricerca dei padri fondatori, già gestori dei due partiti all’uopo scioltisi, Dc e DS, di adesioni, da parte della società civile, e di nuovi soggetti, dalle esperienze ed opinioni laiche liberali, socialdemocratiche, non sono mancate risposte in termini di perplessità, di numerosi “invitati”, incerti, appunto, sulla effettiva disponibilità del nuovo soggetto ad accettare, gradire, apprezzare referenti di liberalismo, laicismo, socialismo democratico autenticamente riformista.

Due episodi, proprio in questo scorcio d’estate torrida, pare confermino quei dubbi e quelle perplessità.

Candidatosi alla leadership del nuovo Partito il Sindaco di Roma, seguito dalle candidature degli onorevoli Bindi e Letta e dell’ex Direttore dell’Unità, Furio Colombo, la autocandidatura di Marco Pannella è stata respinta dall’Ufficio di Presidenza del “P.D.” con una motivazione “ politica”, che di fatto ritiene, la candidatura improponibile, contraddicendo all’asserito programma di apertura alla società civile ed a tutte le tendenze, ai valori fondanti della democrazia moderna, nega diritto di candidatura al radicale. liberal, liberista, libertario Pannella. ancora ; in tema di previdenza , Prodi ed il suo Governo, espressione dell’Ulivo e della nuova formazione ( nella quale l’Ulivo s’è sciolto), hanno trattato il fondamentale tema delle pensioni con penosa subordinazione ai partiti della sinistra più radicale ed alla arroganza dei sindacati, concludendo con un “accordo” rovinoso per l’equilibrio del bilancio, il rispetto dell’equità, la scelta dei soggetti gratificanti, di quelli penalizzati ( avendo di vista soltanto la cancellazione dello “scalone” maroniano). Come critici autorevoli ( e certo non sospetti di debolezze verso il centro-destra) hanno concordemente osservato, da Giovazzi a Rossi, da Salvati ad Ischino.

Di qui una conferma pare ne venga alle preoccupazioni di quanti hanno paventato la patente unilateralità dei contenuti del nuovo “Partito”. O no ? Avvocato Ernesto d’Ippolito Fonte calabriaora 31.07.07

 

Si informano i sigg.ri Lettori che il 12 Agosto l'avv. Ernesto d'Ippolito terrà una conferenza pubblica :

Club Sociale  p.zza Capranica 95  00195 Roma

Convegno 12 Agosto Lamezia Terme

Titolo convegno: Processo alla Politica, quali le sue responsabilità per il ritardo della Calabria?

Presso Grande Hotel Lamezia (di fronte stazione) - Lamezia Terme - ore 19.00

Interventi

19.00: saluto, apertura lavori e presentazione relatori (Annita Vitale)

19.10: inizio processo (dott. Adelchi d’Ippolito)

19.15: introduzione atto d’accusa (avv. Gianfranco Saccomanno)

19.25: relazione della difesa (avv. Ernesto d’Ippolito)

19.35: audizione testimone On. Ida d’Ippolito

19.45: audizione testimone Sen. Nuccio Iovene

19.55: audizione voci dal pubblico

20.15: saluto On. Misiti

20.25: saluto On. Tassone

20.35: conclusioni accusa

20.40: conclusioni difesa

20.45: sentenza e chiusura lavori

Lettera di un Laico alla Chiesa


di Ernesto d’Ippolito 

18 giugno 2003

Il Gran Maestro Onorario della Massoneria Italiana a confronto con una prospettiva di dialogo con la Chiesa.

Quest’articolo nasce dalla richiesta della rivista "Le Due Città", dell’Arcidiocesi metropolitana di Cosenza-Bisignano fatta a chi non si riconosce nella comunità ecclesiale, proprio come nel caso dell’autore del medesimo articolo, l’Avv. Ernesto d’Ippolito, illustre penalista, oltre che Accademico di Cosenza, Presidente Emerito dell’Unione degli Ordini Forensi della Calabria, per 18 anni consigliere comunale del Partito Liberale Italiano ( oltre che membro della Direzione Nazionale "sotto" il grande Giovanni Malagodi ), a Cosenza, da poco più di due mesi insignito, con voto plebiscitario, a Rimini, durante il congresso nazionale del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, del titolo di Gran Maestro Onorario della Massoneria Italiana G.O.I (Grande Oriente d’Italia) Palazzo Giustiniani. Ringraziamo, ancora, l’Avv. Ernesto d’Ippolito per averci concesso tale pubblicazione, unitamente alla rivista sopra citata.

Una "lettera alla chiesa", che mi si propone, "in una prospettiva di dialogo" mi incuriosisce ed intriga. Perché il "dialogo" è l’impegno costante, la pratica scontata, il desiderio fervido del laico, da sempre. Laddove la Chiesa, le chiese, i fondamentalismi religiosi hanno, quale connotato costante, sigla precipua il dogma che, del dialogo, è l’esatto opposto. D’altra parte le "due città" dell’arcivescovo, da cui prende il titolo la rivista dell’Arcidiocesi, tosto colgono il dualismo tra grano e zizzania, nel cui orticello legge non pochi poteri occulti, mafie sempre più frenanti.

"Uno e uno fa uno, basta con il due

va bene per le scuole

ma per la scelta interiore

vita/ soltanto/ o morte o l’eterno.

Due è troppo vasto

Perché l’anima lo contenga".

Così Emily Dickinson.

Il laico guarda alla società tutta intera, impasto di bene e di male, intreccio, insieme virtuoso e malizioso, di umori ansie tendenze istanze bisogni.

Il laico non ha mai scomunicato nessuno. Non discrimina l’uomo, a seconda del sesso della razza della lingua della religione delle opinioni politiche, delle condizioni personali e sociali, come dal pensiero, dai principi e dai rappresentanti laici è travasato nella Costituzione repubblicana.

Alla fraternità, alla tolleranza, all’amore, il laico unisce la consapevolezza del diritto dell’altro ad opinioni diverse dalle proprie, con identica vocazione al giusto ed al vero.Il laico, ricorda i guasti, nella Storia, dell’intolleranza, e non soltanto religiosa, i lutti delle Crociate, i processi dell’Inquisizione. Il rogo di Giordano Bruno, dei Templari.

"Brucerò ma non è che un fatto. Continueremo a discutere nell’eternità"

così Michele Serveto, riformatore religioso, ai giudici, dopo la sua condanna al rogo.

Il laico ha preso buona nota del perdono, che , a distanza di secoli, la Chiesa ha chiesto ai "diversi" perseguitati, agli Ebrei, agli "infedeli".

Il laico sa che restano zone d’ombra, dove la Storiografia non ha compiutamente rivisitato errori ed orrori. E teme che possano ripetersi. Non ne esce, per rifiutare il "dialogo". Con chiunque. Si può, si deve, fare un pezzo di strada, con chiunque sia disponibile. Incontrare quanti la pensino in modo difforme, verificare la percorribilità di strade che menino a plaghe migliori per l’uomo. La solidarietà umana impone all’uomo del terzo Millennio di esercitare la virtù del sacrificio, la concreta vicinanza all’altro uomo, la convivenza pacifica ( altro è, naturalmente, il "pacifismo" a senso unico, d’antica matrice comunista e catto-comunista, ancora presente in tante manifestazioni attuali).

Per un comunista come l’On.le Giuseppe Pierino, è facile assolvere la faziosità, le scomuniche dell’Ottocento e Novecento, citando Bloch. Non è un caso che il filosofo tedesco, pure marxista, sia stato ammonito e accusato nella Germania orientale, mentre gli chiudevano la rivista e gli arrestavano i collaboratori; che si sia dovuto trasferire nella Germania occidentale, lì esprimendo in libertà e autonomia le sue opinioni e tesi.

Il laico sa che la Storia non ha chiuso i battenti. Che opinioni diverse, su materie essenziali per la vita dell’uomo moderno, permangono a volte drammaticamente. Su problemi, quali il divorzio, l’aborto, la pianificazione familiare, la bioetica, la scuola, la libertà d’insegnamento, la ricerca scientifica. La chiesa cattolica conserva, e con l’autorevole e decisa personalità del Papa polacco ribadisce, opinioni nettamente contrarie, rispetto al pensiero scientifico occidentale, a alle acquisizioni della società moderna.

La società comunista, ma anche gli ex comunisti come Pierino, non sentono la gravità perdurante di tale dissenso, non si interrogano sul se , sul quanto, il "crescete e moltiplicatevi" cattolico abbia drammaticamente contribuito all’esplosione demografica del, nel, terzo e quarto mondo. Ricordiamo che, proprio quando Fortuna e Baslini presentarono i due progetti di legge sul divorzio, il PCI ( primo firmatario l’On. Nilde Iotti) presentò un corposo progetto di legge sul diritto di famiglia, nel quale non era previsto il divorzio.

Esiste un vasto ventaglio di tematiche, di problemi, situazioni in ordine ai quali la società, i cittadini, le istituzioni hanno opinioni diverse, programmi differenziati, orizzonti, a volte opposti, quindi progetti operativi difformi. C’è chi, al primo accenno di codeste piattaforme operative variegate, scacchiere diverse, ricorre all’antico facile gioco dell’allusione gratuita, della dietrologia, suggestiva. " Poteri occulti", " mafie frenanti".

Usciamo da questi scenari generici e sfuggenti. Chiamiamo le cose, e le persone, con il proprio nome. E se e quando, individueremo grumi di resistenza alla libertà, alla democrazia, al progresso della gente, soprattutto la più umile, bisognosa, sofferente, sarà facile perseguirla e combatterla.

Si vedrà, allora, chi ci sta, e chi no, dove si colloca un’opinione pubblica, che si riconosca nell’insegnamento e nella tradizione del cattolicesimo, e dove quanti rappresentano la tradizione ed il pensiero laico.

Ernesto d’Ippolito

Le spoglie di Francesco Saverio Salfi al cimitero di Cosenza

“Hai completato il tuo cammino, fratello, ora sei a casa”. Con queste parole Marco Cimmino, in rappresentanza della loggia massonica “Francesco Saverio Salfi” ha salutato il ritorno in città delle spoglie dell’illustre illuminista cosentino.
I resti mortali di Salfi, grande patriota e letterato, protagonista del primo Risorgimento Italiano, sono ora custoditi all’interno del cimitero cosentino.
Morto a Parigi, dopo un lungo esilio, Salfi era stato sepolto nel famoso cimitero di Père Lachaise, dove riposano i resti di tanti uomini illustri come Oscar Wilde, Marcel Proust, Piero Gobetti, ecc. .
Fu lo storico cosentino Luca Addante, durante una visita al cimitero parigino nel 2003, a scoprire che le spoglie di Salfi non erano nel cimitero, ma in un ossario precluso al pubblico.
Addante rivolse allora un appello al Sindaco di Cosenza Eva Catizone per far tornare Salfi nella sua città natale, garantendogli una degna sepoltura.
A distanza di quasi tre anni, questa mattina, il Sindaco, insieme a tanti cosentini, tra cui personalità del mondo della cultura, della politica e della società civile, hanno accompagnato l’ultimo viaggio di Salfi. Quello del definitivo rientro nella sua Cosenza.
“In una società di liberi e di eguali, questo sarebbe un giorno come gli altri – ha commentato l’avv. Ernesto D’Ippolito – ma così non è, tanto è vero che abbiamo dovuto attendere moltissimi anni prima che accadesse.
Salfi – ha proseguto D’Ippolito – è il massimo lascito laico che Cosenza ha dato al mondo. Venti anni prima di Gioberti scrisse a Parigi che il federalismo doveva essere il futuro dell’Italia”.
Il Sindaco Eva Catizone ha ringraziato i presenti, soprattutto Luca Addante, per avere fortemente voluto la realizzazione di questa iniziativa. “Ho provato emozione – ha detto il Sindaco – perché la giornata di oggi significa ritrovare noi stessi.
Quest’opera è più importante di un ponte – ha detto Eva Catizone – è sintomo e simbolo del rispetto che si deve a ciò che è stato.
Salfi fa parte della nostra identità collettiva e sono lieta di averne riportato le spoglie da un importante cimitero parigino. Spero che qui possano essere onorate e rispettate come meritano”.
“I maestri delle elementari ci ricordavano l’importanza del contributo della massoneria al Risorgimento Italiano – ha detto il giornalista Paride Leporace – e, dopo aver promosso lo spirito della iniziativa, oggi sono emozionato nel partecipare a questa cerimonia”.
Luca Addante, il principale protagonista del rientro in Italia dei resti di Francesco Saverio Salfi, ha ripercorso, non senza emozione, il cammino compiuto nel riportare a Cosenza le spoglie del grande illuminista. Addante ha descritto l’opera compiuta su una pergamena, menzionando il contributo delle istituzioni italiane e francesi e di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. La pergamena è stata poi posata all’interno del sepolcro, insieme all’urna contenente le spoglie di Salfi.

 

 

 

Cosa è questa  Massoneria

Le religioni si occupano delle relazioni che debbono avere gli uomini con Dio per raggiungere la felicità eterna dopo la morte. La Massoneria, invece, ricerca i mezzi che possono permettere ad ogni essere umano di conseguire il maggior benessere morale e materiale durante la vita terrena. Essa crede in un principio unico ed immanente, al quale tutto si deve e nel quale tutto si trova, non secondo un ordine teologico, dogmatico, cioè con fini prestabiliti, ma per evoluzione dello stesso principio, si chiami esso materia, forza, spirito, idea, Dio secondo le diverse tendenze ed opinioni.  Per la Massoneria questo principio universale significa evoluzione, progresso continuo e inarrestabile, legge di luce e di verità, di amore; e in omaggio alla libertà di pensiero e di coscienza si compendia e si completa nella formula convenzionale di Agdgadu: alla gloria del Grande architetto dell’Universo. È il principio che illumina tutti gli intelletti virtuosi che lottano per la emancipazione e per la giustizia, fra le tenebre della schiavitù e della superstizione ed unisce tutti gli uomini che vogliono governare il mondo per iniziarlo all’esatta comprensione della vita. La Massoneria non ha mai detto agli uomini: la libertà che insegno è vuota di divinità. Ha detto: abbiate un Dio, ma che sia Dio di libertà, che sia l’alito animatore dei grandi impulsi e delle sublimi ascensioni. Abbiate una fede divina che respinga ed abbatta la grande menzogna della deità dogmatica e sacerdotale, un senso del divino che allarghi l’orizzonte agli uomini, che accenda gli occhi dei popoli col raggio che accese gli occhi dei nostri Grandi fratelli, di Voltaire, Kipling, Goethe, Victor Hugo e quel grande magnifico fratello che fu Giuseppe Garibaldi. La Massoneria ha compreso, prima di ogni altro nucleo di coscienze moderne, che le società tendono verso ideali sempre più alti di perfezione, di fratellanza e di libertà. Per questo, la Massoneria ha levato alto il vessillo dell’universale diritto al libero pensiero; per questo ha chiamato e chiama a raccolta tutti gli uomini liberamente credenti in un avvenire di elevazione; per questo essa accoglie uomini di ogni fede, basta che in essi non alberghi lo spirito autoritario e d’invadenza delle loro opinioni sulle moltitudini, solo che essi sappiano e mostrino di saper trarre, dalla loro concezione del mondo, l’anelito al divenire progressivo della società umana. Il simbolo che sigilla ogni opera, ogni attività e ogni manifestazione massonica è quello del Grande architetto dell’Universo, e alla gloria del Grande architetto dell’Universo la Massoneria si muove ed opera. Il Grande architetto dell’Universo è il nostro primo simbolo; non è il Dio dei cattolici, non è la divinità pagana orientale, quello del cui nome e della cui gloria s’incorona la Massoneria. È il riconoscimento largo, libero, universale della grandiosa architettura del mondo, la cui divina bellezza e la cui inesplicabile misteriosità restano egualmente, tanto che la pensi creata il deista, come la vede formatasi e sviluppatasi il monista evoluzionista. A me pare quindi che non vi sia altra dottrina che meglio della Massoneria convinca, persuada, insegni e aiuti a evadere dalla triste prigione dei dogmatismi religiosi, a liberare lo spirito oppresso dai suoi pretenziosi custodi e a farlo balzare alto nella luce della ragione e della libertà. L’intento della Massoneria è l’affratellamento di tutti i popoli della terra. È quindi evidente che la dottrina massonica sovrasta tutte le altre dottrine. Le supera nella sua concezione filosofica di considerare come una tappa provvisoria il raggiungimento di qualsiasi verità contingente ed interiore e perciò di non accettarla mai come verità assoluta; le supera nel suo modo di intendere la libertà, l’eguaglianza e la giustizia; le supera per l’universalità assoluta del concetto di fratellanza, accogliendo nel suo seno, senza discriminazione alcuna, tutta l’umanità che si propone di vivere in libertà, di ricercare la verità, di praticare la giustizia e di aspirare all’uguaglianza e di realizzare la fratellanza universale. È un fatto che attorno alla Massoneria sono sempre circolate, e circolano tuttora, una infinità di false notizie. È ancora possibile trovare persone che credono che per essere iniziato, nelle prove da superare, il candidato sia costretto a pugnalare un’ostia per attestare il disprezzo contro la religione cattolica. E bisogna anche sfatare la leggenda di una Massoneria dipinta come un centro di atei, di bestemmiatori e di senza Dio, a null’altro intenti che a distruggere il sentimento religioso e la legge morale. Ernesto Nathan, Gran maestro della Massoneria, nell’aprile del 1891, parlando di ciò diceva testualmente: “Non solo la Massoneria, accogliendo uomini di tutte le fedi, professa il massimo rispetto per il sentimento religioso individuale, ma va oltre. Entrando in una Loggia si vede sovraneggiare una scritta: Agdgadu, non lotta quindi alle religioni, ma indipendenza del nostro perfezionamento interiore dall’osservanza dell’una o di un’altra forma religiosa”. La libertà massonica non ignora che la libertà di ciascuno trova un limite nella libertà degli altri e se queste due libertà sono in contrasto, l’interesse del singolo deve cedere all’interesse della collettività. Essa considera suo dovere lottare contro ogni atto che attenti alla libertà. Il massone Arrigo Rizzini, nel lontano 1906, riaffermò alcuni concetti fondamentali dell’azione della Massoneria:

1) che il fine dell’azione massonica e l’elevamento dell’umanità, col progredire della società nel cammino radioso verso il progresso;

2) che il mezzo dell’azione massonica è il concorde sforzo di tutti gli uomini di libera fede nella lotta contro ogni forza, anche larvata, di reazione e di costrizione;

3) che i limiti dell’azione massonica non sono aprioristicamente definibili, ma contingenti ai particolari momenti storici, così che non possono mai costituire una qualsiasi pregiudiziale. Nonostante questi nostri principi, universalmente conosciuti, non è raro leggere attacchi denigratori alla nostra Istituzione; a questi articolisti desidero dedicare una frase di un grande Massone, nato nella nostra Savona, Pietro Sbarbaro: “I Lessing, i Krause, i Proudhon, quando vollero criticare la Massoneria, incominciarono dallo studiarne profondamente le istoriche vicende e gli ordini attuali, onde le loro critiche riuscirono quanto gravi, quanto rispettose. I quadrupedi invece, o scimmie loquaci, tirano calci e sputano sul viso ad una grande Istituzione, della quale fecero e fanno parte i più virtuosi e gloriosi uomini della terra, senza averne mai letto altro attorno ad essa che le solite invereconde volgarità della stampa clericale”.

Come iniziato e come studioso della Massoneria, della quale mi occupo da oltre 62 anni, desidero concludere che la Massoneria non ha un solo padrone, come ripetutamente scrivono i nostri avversari, ma ne ha tre: libertà, fraternità e eguaglianza. E forse ne ha anche un quarto, la tolleranza, che in questo mondo sempre più intollerante può essere anche anacronistico, ma è la base non solo della Massoneria, ma di tutto il libero pensiero.

Aldo Chiarle Gran maestro onorario del Grande Oriente d’Italia

la ns verità è la ricerca

  Con questa lettera, datata 1910, Rudyard Kipling cercò di insegnare al figlio a distinguere fra il bene e il male

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,

E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

E trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,

E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non dire una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tener duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,

E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni minuto che passa,

Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,

E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio !

Rudyard Kipling

 

 

www.piuchepuoi.it

 

Il 19 maggio a Taranto ci sarà un convegno su Carducci, maestro di grado 33, ha scritto “Pianto antico” per la perdita del figlioletto Dante. Cara Fernanda è pur vero che il pianto è antico, perché si ripete, è antico come il mondo, il pianto di chi ha perso una persona cara. Da una parte emerge la vicenda naturale (la primavera che ritorna), dall'altra l'irrevocabilità della morte. Contrapposizione vita- morte, luce-buio. Quindi speriamo che ritorni la primavera a Nocera  concludendo con una tavola del Carducci “ voglio rivolgere un pensiero a quell’asin bigio”; l’ho conosciuto, è dovunque:sta li all’angolo di ogni strada, non ti degna di uno sguardo mentre è intento a rosicchiare il suo cardo; è insensibile a tutto ciò che lo circonda, non si scomoda neanche gli crollasse il mondo addosso. E’ un asin bigio di pura razza bigio asinina, convinto di realizzarsi sgranocchiando un cardo rosso e turchino. Bisogna però capirlo; aveva un  cugino, il quale un giorno,  per spaventare gli altri  animali o semplicemente per primeggiare su di  essi, volle mettersi  indosso  una pelle  di  leone….... ma  finì sbranato. 1 abbraccio.               Egidio Baratta

 

I siti istituzionali dei massoni sono:

www.grandeoriente.it


www.lamelagrana.net


www.glri.org


www.zen-it.com


www.granloggia.it


www.ritosimbolico.net


www.ritoscozzese.it


www.yorkitaly.com


www.ordinecrocerossa.org


www.memphismisraim.it



Altro non istituzionale con informazioni sulla massoneria:

www.esonet.org

 


Per chi è veramente "interessato" al tema indicato in oggetto, risulterà decisamente "interessante" andarsi a consultare questo sito >
http://arcangeliedemoni.blogspot.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

Mandatemi i vostri suggerimenti e i vostri commenti the.kids@alice.it


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 Grazie per l'attenzione e un caloroso abbraccio a tutti gli amici che ci seguono con attenzione per un dialogo costruttivo per la rinascita di Conflenti non solo religiosità.