Cara Conflenti

 

 

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Due chierichetti di San Nicola : Villella Ernesto

 

Questa foto è il  matrimonio di Vincenzo Serianni e Linda Coltellaro del 1958 celebrato nella chiesa di San Nicola in Conflenti. Ora abbiamo sfatato il fatto che a Conflenti non c'erano fotografi. 

E' il più importante edificio sacro in Conflenti

Ciao Egidio, Modesto Caruso ha commentato .
Modesto ha scritto: "Apprezzo la tua battaglia. Ma per sistemare la Chiesa di San Nicola, prima ancora dei soldi, ci sarebbe bisogno di riscoprire le proprie radici. Il passato, la cultura delle origini, le tradizioni locali, oramai non toccano più il cuore dei conflentesi, se non superficialmente e solo nel periodo estivo. Una mega-struttura come il centro artigianale avrebbe potuto ospitare, fra le altre cose, un museo della civiltà contadina. Fotografie, attrezzi agricoli, telai, abiti d'epoca, documenti d'archivio ed altro, ci avrebbero dato uno spaccato di Conflenti attraverso i secoli. Non sarebbe neanche stato difficile reperire tutto il materiale. Ma è l'input che manca e prima ancora, l'amore per la propria terra. Purtroppo, qualsiasi iniziativa viene portata avanti solo se è lautamente finanziata. L'amore per le tradizioni dei propri padri, fine a se se stesso, è utopia. Figurati poi a chi interessa la Chiesa di San Nicola...!Il dio denaro è riuscito a rovinare l'essere umano nella sua stessa essenza; e questo flagello è trasversale a tutte le classi sociali."

Chierichetti davanti il portone centrale della chiesa di San Nicola parroco don Riccardo Stranges  foto Giovanni Paola Villella attualmente in Spagna ma sempre nel cuore Conflenti.

Già sono evidenti in questa foto segnali dello smottamento ala  sinistra

Gente e luoghi conflentesi  clicca

Il futuro e l’eterno non esiste: lo dimostra questo abbandono della chiesa cattolica romana 

In Conflenti mancano i fedeli di chiese ve  ne sono tante.

Chiesa San Nicola Conflenti superiore

Ogni volta  che vado a Conflenti, mi piange il cuore nel vedere la chiesa di san Nicola in tale stato di abbandono. Profre Antonio Coltellaro clicca

Anonimo ha detto... e' uno schifo ! una chiesa così bella ridotta , a tana per gli animali . E' la prima volta che la vedo al suo interno e , devo dire con mia immensa meraviglia che non mi sarei mai aspettato che i conflentesi la lasciassero in questo stato di abbandono, prego il signore affinchè illumini la mente , e... il portafoglio di qualcuno , affinchè la si riporti all' antico splendore . Fonte: 15 marzo 2010 10.27

Gente e luoghi conflentesi  clicca

Relazione allegata al progetto N° 4380

INDIVIDUAZIONE  DEI  PIÙ  URGENTI  INTERVENTI

PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLE STRUTTURE

In seguito ai gravi eventi alluvionali del 1959 la chiesa parrocchiale di San Nicola sita nella zona più depressa dell’abitato di Conflenti Superiore, subì notevoli danni strutturali conseguenti alle notevoli erosioni verificatesi al piede del versante sinistro del sottostante fiume Sasso.

In quella circostanza furono comunque effettuati i più urgenti lavori di ripristino strutturale, prevalentemente costituiti da riparazioni del tetto, del campanile, rifacimento degli intonaci ed altri; il sottostante fiume Sasso, invece, non fu oggetto di interventi di difesa idraulica, per cui il successivo ampliamento delle lesioni consigliò lo sgombero del sacro edificio ed il suo conseguente abbandono.

L’originario reticolo fessurativo delle strutture, dopo una fase di assestamento protrattasi per tutti gli anni “60, successivamente si stabilizzò, sia perché nel frattempo furono costruite alcune briglie e difese spondali nel Sasso e sia perché fu migliorata la rete idrica e fognante di quel centro urbano.

Gli attuali dissesti sono prevalentemente determinati dall’assoluta inefficienza del tetto che è crollato in più parti e dall’azione delle acque che, pertanto, anche dall’interno riescono a raggiungere le fondazioni attraverso le stanze funerarie esistenti sotto il pavimento.

I muri portanti, pur costellati di lesioni appariscenti di cui alcune localizzate alle chiavi degli archi, non presentano condizioni di strapiombo nè segni di imminente collasso, ma esclusivamente effetti di traslazione di qualche centimetro verso il fiume, sicuramente dovuto allo scorrimento determinato nel tempo dalle acque infiltratesi nella coltre di terreno compresa fra il piano di fondazione e la sottostante roccia.

Gli interventi che al momento appaiono indifferibili devono necessariamente orientarsi verso il consolidamento strutturale e la messa in sicurezza generale dell’edificio, sia per scongiurare pericoli per la pubblica incolumità per possibili crolli parziali e sia per la presenza delle grandi camere funerarie interrate.

A titolo cognitivo si precisa che il contenuto di queste ultime non può determinare problemi di carattere sanitario in quanto i resti organici umani che contengono sono sicuramente ben mineralizzati e biologicamente inerti, dal momento che le ultime salme vi sarebbero state collocate ne 1875, anno in cui fu dato inizio ai lavori di costruzione del cimitero comunale. Al contrario, invece, la loro eventuale messa in luce come conseguenza di dissesti strutturali determinerebbe sicuramente episodi di intolleranza estetica oltre che una imperdonabile mancanza di cristiana pietà per quei resti. 

L’edificio in parola, pur non presentando evidenti pregi architettonici, si ritiene risalente al periodo immediatamente post-normanno (1200 - 1300), epoca in cui ebbe inizio il massiccio disboscamento delle falde del Reventino per soddisfare le enormi richieste del mercato di legno da fuoco e da sega e nel contempo ampliare le superfici delle terre coltivabili di pertinenza baronale o vescovile.

Questa intensa attività boschiva ed il potenziamento di quella pastorale determinò in breve tempo la costituzione spontanea del primo insediamento locale di Conflenti Soprani e la costruzione di un primo oratorio rurale; questo primo sacro edificio, di modesta entità e dalla linea architettonica strettamente spartana, nel corso del ‘300 fu ampliato ed elevato a dignità di parrocchia della Diocesi di Martirano in quanto già dotato di sufficienti rendite terriere.

Quella chiesa, pertanto, era in origine un oratorio rurale attorno al quale si è sviluppata una società di boscaioli, di pastori e di artigiani; il “Regesto Vaticano” dà notizia dell’assegnazione, nel 1446, di una cospicua decima a favore del parroco pro-tempore; questo conferma che trattavasi di un insediamento a prevalente economia rurale.

Nella seconda metà del novecento, però, quaranta anni di abbandono hanno lasciato nelle strutture vistose tracce di degrado costituite dal crollo parziale del tetto e dall’allargamento delle lesioni alle arcate delle tre navate.

In tale situazione il primo e più urgente intervento di messa in sicurezza dell’edificio è senz’altro il totale rifacimento del tetto mediante rimozione delle parti esistenti e ricostruzione con nuove capriate saldamente ancorate ad apposito cordolo di coronamento.

L’intervento prevede, inoltre, al posa di gronde e grondaie, la sarcitura e riempimento delle più grosse lesioni, la realizzazione di un cunicolo drenante all’esterno del muro nord e di quello est ed il consolidamento del muro della facciata mediante posa di micropali della lunghezza di m. 10 e Ø 100-130, resi tra loro solidali e collaboranti per mezzo di apposito cordolo di testata a sua volta completo di mensole di collegamento alla fondazione del muro.

Ai micropali in parola, più che un compito portante dei carichi, è attribuita una funzione di ancoraggio del muro frontale alla sottostante roccia dove si riscontra scarsa coesione del soprastante terreno per effetto di una notevole attività di falda freatica; questa, a sua volta, è alimentata da microcircolazione acquifera profonda, nonché da perdite nella rete fognante e nella rete idrica.

Lo scorrimento degli strati di terreno soprastanti la roccia dovrebbe progressivamente azzerarsi per effetto dell’intercettazione delle acque di falda da parte del cunicolo drenante previsto all’esterni dei muri perimetrali nord ed est.

La nostra verità è la ricerca        Le sciocchezze le documentiamo

Riceviamo e con piacere pubblichiamo

Egidio Baratta Scrive:

Sindaco
 Buon giorno, sono grato se mi può dare materiale da inserire nel mio sito per poter dare un'informazione certa. Cordialità. Egidio Baratta
  http://www.lavocedinocera.it/S.Nicola.htm

Il Sindaco risponde:
Spero che nelle sciocchezze che vai dicendo ci sia della buone fede , solo così sarebbero giustificate ! nessun finanziamento da parte del ministero è mai giunto a Conflenti per il restauro di San Nicola e prima di affermare il
contrario sulla stampa sarebbe il caso almeno d'informarsi. Nel mese di agosto è stato conferita al vescovo di Lamezia Terme mons. Cantafora la cittadinanza onoraria su delibera unanime del consiglio comunale, in virtù
della costruzione del monastero ; come vedi i Conflentesi , quelli che vivono o lavorano  a Conflenti hanno una visione sostanzialmente diversa dalla tua. Noi crediamo nell'idea di Conflenti oasi mariana luogo spirituale, meta di pellegrini e quindi fonte di ricchezza per i Conflentesi. Il monastero insieme al Santuario ed altre strutture di accoglienza in fase di finanziamento costituiscono un progetto unitario in cui tutti noi crediamo. Ti comunico inoltre che anche il problema viario è in fase di risoluzione attraverso due diversi finanziamenti di 380.000 euro il primo e
150.000 euro il secondo. Mi permetto inoltre di affermare che il sentimento dei Conflentesi nei confronti di don Adamo è di una profonda gratitudine e sincera amicizia per tutto ciò che ha fatto per la nostra comunità , sono anche in questo caso dispiaciuto per la tua diversa opinione , ma personalmente condivido in pieno quanto prima espresso. Sarò ben lieto di fornirti notizie più particolareggiate su tutto ciò che vorrai, ma ti prego smettila di dire sciocchezze sulla stampa. Distinti saluti dr. Francesco Esposito sindaco di Conflenti   -   06.11.09

Egidio Baratta  - Risponde

Gent.mo Sig. Sindaco, non intendiamo ingaggiare nessuna polemica gratuita con nessuno, ma ribadiamo la necessità di difendere una Chiesa abbandonata a se stessa. Grazie per avermi risposto perchè ha colto lo spirito propositivo e costruttivo di questo sito che si sforza di portare luce e prove, non sciocchezze, come tutti possono constatare. Lo stato di completo abbandono della chiesa di San Nicola si vede. Sono pronto a versare anche cinquecento euro per l'eventuale contributo alla riparazione dell'antico organo che era nella chiesa di San Nicola, sempre che sia stato portato in un luogo sicuro. Ho appreso che il geom. Giuseppe Raso è disposto a fare gratis il direttore dei lavori per la messa in sicurezza della Chiesa di San Nicola. Il Consigliere Provinciale D'Assisi Emilio si sta prodigando per portare alla luce il contributo per il rifacimento del tetto i cui lavori furono persino appaltati alla ditta Villella Roberto. Don Adamo del suo operato dovrà rispondere come noi al Signore. Non sono io a dover giudicare ne mai l'ho fatto. Ho due appartamenti in Conflenti sfitti da molti anni perchè non c'è richiesta  La Chiesa ha problemi ben più importanti di cui occuparsi. Vogliamo costruire un dialogo fecondo, aperto, ove favorire il confronto, non l'aggressione reciproca. Come ha ben fatto spero che altri scrivano, sempre rispettando le opinioni di tutti perchè non c'è il portatore assoluto della Verità. Sig. Sindaco, non esiste la mia libertà di pensiero, se non esiste anche la libertà di pensiero di chi la pensa in modo radicalmente diverso da me. Don Adamo scrisse una lettera di un sogno per chiedere soldi, cosa che non condivido, e altri nella medesima scrissero che se uno avesse avuto bisogno loro erano disposti a dare. Risposi per chiedere, ma nulla ebbi. Loro vogliono, ma non danno. Questo è il mio pensiero , il rogo non esiste più Se tutti hanno ufficialmente diritto alla propria opinione, come mai, poi, questo diritto viene rispettato soltanto a favore di chi si allinea sull’opinione dominante? Don Adamo non è lo Spirito Santo. Resto in attesa di ricevere quanto fatto dal 2000 ad oggi per risolvere il problema della messa in sicurezza  per la chiesa di San Nicola.

Con perfetta osservanza.

Egidio Baratta  

“La politica non può aspettare sempre la magistratura”.

Nuova luce in merito al PROGETTO   4380 del 17 giugno 2002  - Dove sono finiti i soldi deliberati ?....

 

L’intervento è stato assentito con nota dell’Assessorato ai LL.PP. n° 1827 del 25/05/2002 con la quale veniva anche autorizzata una spesa complessiva di € 60.000,00 (Euro Sessantamila/00).

Il Servizio 74 ha , quindi, predisposto la perizia dei lavori entro il limite della predetta somma complessiva ripartita secondo il seguente quadro economico.

Regolarmente appaltato alla ditta Villella Roberto da Conflenti.

Direttore e progettista dei lavori Geom. Giuseppe Raso.

  Legge Regionale 10/11/1975, n° 31 (Art. 146 del reg.to 21/12/1999, n° 55 lavori di consolidamento strutturale della Chiesa Parrocchiale di San Nicola in Conflenti Superiore.  Importo complessivo  € 60.000,00

Non è una sciocchezza ........ i soldi per la sistemazione del tetto ci sono.....

REGIONE CALABRIA

Assessorato ai Lavori Pubblici

SETTORE 20 - SERVIZIO 74

CATANZARO

Catanzaro, lì 11.10.2005

N° 7609 di prot

Allegati: due copie perizia

 

Al  Sindaco  del  Comune di

88040     CONFLENTI  (CZ)

 

OGGETTO:    L. R. 10/11/1975, n° 31. Art. 147 del Reg.to 21/12/1999, n° 554.

Lavori di consolidamento strutturale della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari sita in Conflenti Superiore. Importo complessivo    60.000,00

Per l’autorizzazione di v/s competenza si trasmettono in allegato due copie della perizia indicata in oggetto, redatta da questo Servizio per la messa in sicurezza ed il consolidamento strutturale della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari sita in Conflenti Superiore ed approvata dallo scrivente con determinazione n° 4380 del 17/06/2002 ai sensi dell’art. 9 della L.R. 10/11/1975, n° 31.

La predetta autorizzazione gode dell’esenzione di diritti e tributi ai sensi dell’art. 9, lettera f), della legge 28/01/1977, n° 10.

Il Funzionario

 

                                                    Fto      Il Dirigente del Servizio

                                                           (Dr. ing. Umberto Siriani)

Regione Calabria

Dipartimento Lavori Pubblici ed Acque

--------------

Settore 20 – Servizio 74

CATANZARO

 

L’INGEGNERE DIRIGENTE DEL SERVIZIO

 

-          VISTA la legge 11/02/1994, n° 109 e successive modifiche ed integrazioni;

-          VISTO il regolamento di attuazione di cui al D.P.R. 21/12/1999, n° 554;

-          VISTO il D.P.R. 15/01/1972, n° 8;

-          VISTA la legge regionale 10/11/1972, n° 31 e successive modif. ed integrazioni.;

-          VISTA la nota dell’Assessorato ai LL.PP. n° 1827 del 25/05/2002 con la quale veniva messa a disposizione del Servizio, per lavori di consolidamento strutturale della Chiesa Parrocchiale di San Nicola in Conflenti, la somma complessiva di € 60.000,00 (Euro Sessantamila/00),

-          VISTA la perizia dei lavori redatta entro il limite della somma complessiva sopra detta, ripartita secondo il seguente quadro economico:

 

A)     – Somme a base d’appalto:

1 - Per lavori (soggetti a ribasso) ..............................................         52.807,00

2 - Per attuazione misure di sicurezza.....................................           1.004,55

                                                              Importo totale dei lavori                                 53.811,55

B)     – Somme a disposizione dell’Amministrazione:

1 - Oneri I.V.A. 10% (su lavori e sicurezza) ..............................           5.381,16

2 - Fondo ex-art. 18, Legge 109/94 (1,50%) .............................               807,29

                                                       In uno sono a  disposizione                                  6.188,45

                                                      Torna l’importo complessivo €                               60.000,00

 

Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 9 della legge regionale 10/11/1975, n° 31,

DETERMINA

di approvare, come di fatto approva a tutti gli effetti, la perizia dei lavori sopra indicati redatta per l’importo complessivo di €  60.000,00 ripartiti come sopra.

N° 4380 – Catanzaro, lì  17 giugno 2002

Oggi la situazione è peggiorata 7.11.09

Si ritiene utile evidenziare che detto edificio è stato dismesso al culto ed abbandonato alle intemperie fin dai primi anni “60 per i gravi danni subiti in occasione degli eccezionali eventi alluvionali del 1959. Conseguentemente, a causa delle copiose infiltrazioni d’acqua,  il suo stato di precarietà strutturale si aggrava ogni anno di più e per tale motivo sussiste un concreto pericolo per la pubblica incolumità classificata zona a rischio R4 - PAI.

Per vedere tutte le foto clicca qui

Allegato:

Parrocchia di San Nicola di Bari di Conflenti

Via Magenta
88040 Conflenti (Catanzaro)

Telefono: 096864420

Tipologia: ente e associazione della chiesa cattolica
Circoscrizione ecclesiastica: Diocesi di Lamezia Terme

Istituita a parrocchia con D.M. n. 222 del 28 gennaio 1987

Dalle tenebre alla luce : il recupero della Chiesa di San Nicola, previsto nel piano triennale delle opere pubbliche ex legge 64, mai concesso. Clamoroso flopp: la costruzione di un monastero senza nessuna utilità economica per Conflenti, mentre il costo di tale opera a quanto milioni di euro  ammonta? Necessita di una adeguata strada di collegamento  per tutta la zona ex "Lisca" e"Savucina"!

  • Benvenuti a Conflenti, suggestivo paesino della provincia di Catanzaro, posto a 540m di altezza.
  • Facilmente raggiungibili da Conflenti sono i caratteristici centri di Martirano, Motta S.Lucia, S.Mango d'Aquino, S.Mazzeo.
  • Conflenti figura nella splendida carta murale della Galleria del Belvedere in Vaticano raffigurante la Calabria Citeriore, facente parte di quello spettacolare ciclo di affreschi di carte geografiche realizzate nel 1580 da Egnazio Danti.
  • E' questa la prova che Conflenti, sul finire del '500, aveva un'importanza strategica sulla linea di confine tra la Calabria Citeriore e quella Ulteriore ed era un luogo di riferimento dal punto di vista religioso.
  • Diviso in Conflenti soprani e sottani, conserva pressoché intatti i due centri storici con i caratteristici portali e le case in pietra addossate le une alle altre come le nicchie di un alveare.
  • Il Procuratore dell'Abbazia e dei suoi beni era il sacerdote don Francesco Maria Stranges, parroco della chiesa di San Nicola a Conflenti soprani.
  • Proprio negli anni della peste, Conflenti si venne a trovare al centro dell'attenzione per tutta una serie di fatti sconcertanti che fecero notizia in tutto il Regno di Napoli e perfino in Vaticano.

Panorama del  paese natio : Conflenti

Nella casa dove c'erano le monache del Cottolengo adiacente al Santuario c'è posto per oltre 30 clarisse

Il parroco don Stefano che mi fece entrare in seminario nel 1950  Avendo capito che i superiori volevano solo salvaguardare le strutture secolari di potenza umana e potere spirituale della Chiesa Romana, mantenendo nell'ignoranza della Parola di Dio il popolo, finii con l'abbandonare il seminario dedicandomi alla vendita di biliardini in tutta la Calabria, contrariato, esasperato e deluso,di fronte al  loro ruolo antievangelico.

Mons. Vincenzo Rimedio - Vescovo di Nicastro. Mai avrebbe permesso che andasse in rovina la chiesa del santo patrono di  Conflenti soprano, San Nicola,  perchè è un uomo saggio prima di essere vescovo.

Suore del Cottolengo

Piazza Visora n. 5, 88040 Conflenti (CZ)

Sono e rimarranno sempre nei nostri cuori . Deo gratias.

Suor Angela. , Suor Elisabetta , la Superiora Madre suor Enrichetta, Suor Francesca e  Suor Cottolenga sin dal 1929  hanno dedicato la loro vita , con quotidiana dedizione, alla preghiera ed al lavoro educando i giovani e le ragazze all'onestà, sostituendosi alle mamme ignoranti dell'epoca. Molte ragazze hanno preso i voti , mai nessuno ha detto nulla sul loro conto, se non belle parole. Ricordo che suor Elisabetta, la cuoca, mi faceva portare la legna sopra in cucina regalandomi qualche ostia ..... Ora spendono milioni di euro per un monastero che non porterà nessuna utilità ai giovani conflentesi che non avranno neanche un grembiulino, come avevo in illo tempore. Non fatevi illusioni! I poveri saranno più poveri e i ricchi più ricchi. Grazie alle suore del Cottolengo mandate via per fare posto alle Clarisse e poi richiamate a Conflenti. 

Nacqui nel 1942 e da da quando ne ho memoria tutti i soldi che rientrano per la festa della Madonna di Visora  vanno puntualmente a Lamezia .

Perchè non vengono spesi in e per  Conflenti ? Perchè i cattolici credenti nella Madonna devono andare a Fatima e/o altrove quando noi abbiamo un Santuario mariano  con la Madonna di Visora e il suo Quadro Divino! Suor Angela, una seconda mamma per tutti noi  conflentesi ora è in Tropea. Quanto amore mi ha dato, quanto ne dava a noi poveri sventurati! Perchè Sua Eccellenza non ha pensato che Lamezia e/o a  Feroleto erano  siti più idonei per un monastero?  Proprio a Conflenti è dovuta capitare simile disgrazia!

 

Festa di S. Nicola seconda domenica di Maggio

La chiesa di S. Nicola, posta a valle dell'abitato, vicino al tabacchino di donna Assunta e della casa di zia Chiara, completamente lesionata, è chiusa al culto.  “Non ci resta che piangere!”.

Mancano i fondi destinati per la ristrutturazione della chiesa di S. Nicola  

Il pavimento adesso è tutto verde e dal soffitto scende la pioggia.

La chiesa di San Nicola è l'edificio religioso più antico del paese. I più antichi documenti ufficiali risalgono alla fine del XV secolo.

 

    

Cosa resta del Confessionale                              Altare maggiore

 

Io ci sono per la costituzione di un comitato per  la ristrutturazione della chiesa di S. Nicola.  

 

S. Nicola di Bari: la “festa paesana” 13/14 Maggio

Grazie all’opera instancabile di un gruppo di ragazzi costituitisi in comitato, anche quest’anno si è svolta la festa di S. Nicola di Bari. La particolarità che rende unica la celebrazione in onore del “Vescovo Santo” di Conflenti rispetto agli altri luoghi dove pur esiste la festa di S. Nicola è la data. Il calendario cattolico vorrebbe, infatti, come giorno ufficiale dei festeggiamenti l’otto dicembre mentre per i conflentesi la festa coincide con la seconda domenica di maggio per permettere anche a chi lavora di poter rendere omaggio al santo di Bari. Una festa “minore”, se paragonata a quella della Madonna della Quercia, ma particolarmente sentita tra tutti i cittadini. Una ricorrenza che unisce il paese, pochi pellegrini ma veramente tanta tradizione e tanta partecipazione popolare. Si comincia tutti gli anni dalla vigilia con il consueto raduno in Piazza dell’Emigrato dove gli organizzatori offrono ai presenti “pennata” e buon vino conflentese. Quest’anno ad allietare la serata sono state le note anni sessanta di un gruppo musicale locale. La domenica spazio alle celebrazioni religiose. E, allora, ecco la Santa Messa che ormai da qualche anno viene celebrata all’aperto. Subito dopo la processione per le vie del paese. La statua del santo, partendo dalla chiesa della Madonna di Loreto, dove è custodita da quando quella di S. Nicola di Bari è stata abbandonata in seguito al crollo di una parte di essa, è stata portata in “visita” in tutte le chiese del paese. Al termine della funzione religiosa i presenti si sono intrattenuti tra le bancarelle del piccolo mercato che ogni anno viene allestito nella zona di Conflenti Superiore. Una festa paesana, dunque, che non muore mai e che anzi,si va ingrandendo anno dopo anno attirando anche la gente del comprensorio. Mariano Marotta

I

   Una chiesa storica come quella di San Nicola non può essere abbandonata in tale modo

La statua di San Nicola nella chiesa di Visora perchè la Sua è chiusa al culto essendo fatiscente, inagibile 

... ma qualcosa bisogna anche fare. Si fanno le collette per il monastero, allora facciamola anche per la chiesa di San Nicola che certamente non sta a cuore a sua Eccellenza il Vescovo di Lamezia .


Loro conobbero lo splendore della Chiesa di San Nicola 

Conflenti, allarme bomba nel santuario
Scattati i controlli dei carabinieri, si cerca il mitomane che avrebbe telefonato per avvertire dell'ordigno
Conflenti, allarme bomba nel santuario 20/04/2009 Una telefonata anonima che avvertiva di una bomba nel santuario, ha turbato ieri pomeriggio, la comunità di Conflenti, piccolo centro del catanzarese. Le suore
del Cottolengo, avrebbero ricevuto una chiamata che annunciava la presenza di una bomba all'interno del Santuario, pronta a scoppiare entro un'ora.
Immediatamente, l'allarme è stato girato alla locale stazione dei carabinieri, che giunti sul posto hanno evacuato la chiesa gremita di fedeli. Tutta l'area è stata delimitata e, dopo poco, sono iniziate le ricerche all'interno della struttura sacra. Alla fine non è stato individuato alcun ordigno e la situazione
è ritornata alla normalità.
“E' stata opera di qualche bontempone - ha dichiarato il Capitano Iervolino alla fine dell'ispezione - ma, comunque, tutta la struttura è stata controllata in fondo e niente è stato lasciato al caso”.
Le sorelle del Cottolengo hanno chiesto spiegazioni agli uomini dell'Arma i quali le hanno rassicurate circa la sicurezza del chiesa conflentese. Adesso verranno avviate le indagini del caso e sarà inoltrata una denuncia per procurato allarme. Il Capitano Iervolino ha spiegato che saranno acquisiti i tabulati telefonici dell'utenza delle suore del Cottolengo, per individuare il numero dal quale è partita la telefonata.
Del fatto è stato informato anche don Adamo Castagnaro, parroco di Conflenti. Non sembrano esserci moventi dietro il gesto anche se, tra la gente, si è diffusa la voce che possa trattarsi di un dispetto di qualche concittadino nei confronti del prossimo viaggio che la statua della Madonna della Quercia, custodita all'interno del Santuario, farà a Lamezia Terme, dove rimarrà esposta nel mese di maggio.

Le Sorelle Povere di Santa Chiara che visse come «piccola pianta» all'ombra di San Francesco. Una clarissa è sempre disponibile ad ascoltarti e ad accompagnarti nel tuo cammino .

Nessuno ha nulla contro di loro: è che la loro presenza impoverisce un paese già povero e martoriato dai saccheggi di sempre degli oboli della Madonna che non sono mai stati spesi per Conflenti. Forse vogliono avviare la costruzione di una cittadella francescana dedicata a Santa Chiara in sostituzione della devozione della Madonna di  Visora ? 

Speriamo che la Chiesa ritorni  a svolgere il suo ruolo e che Conflenti pensi ai propri figli e non a quelli della curia lametina  . L'ordine dei francescani non è stato mai  presente in Conflenti. Lo stesso don Adamo Castagnaro  mai ha organizzato nessun " pellegrinaggio" per andare al monastero delle clarisse di  Santa Chiara. La nostra unica Santa dei Conflentesi è la Madonna, di cui hanno clonato l'effige in altre zone. 

Dipodi di Feroleto Antico. Sito ottimo per poter ospitare tre o cinque povere  monachelle oranti, considerando che la chiamata è avvenuta dalla Chiesa lametina, per essere germe di vita contemplativa in questa terra e per questa terra, non in Conflenti e per Conflenti che ha già la sua Madonna di Visora . Il popolo soffre

 

Questo luogo dove mi sono recato per diversi anni, dove ho visto  tanto dolore, era l'unico per poter ospitare le povere monachelle e per pregare e cantare lodi al Signore.

Forse vogliono creare una seconda certosa a Conflenti ? Non mi vengano a dire che è la volontà della Madonna!

Una Madonna come quella di Visora (la Madonna di Leurdes) traina tutta una popolazione  portando  ricchezza in tutta la Francia

Una breve riflessione

Le mie radici delicate cristiane dell'uomo libero e di buoni costumi. Fratello, sorella, chiunque tu sia: sappi che Cristo ci ha liberati, che solo la Verità ti farà libero. E la Verità è solo Gesù Cristo. Cercalo anche tu, e lo troverai! Ad Jesum per Mariam, lontano da questi rettori commercianti di santini. Si ribadisce che “la somma stanziata deve essere utilizzata per la chiesa di S. Nicola e non per altre opere, anche se meritevoli, dato che si suole dire che «non si spoglia un Crocefisso per vestire un Santo».  

Il saluto del presidente dell'azione cattolica di San Domenico 

Lo storico Profre Vincenzo Villella nel suo sito parla di San Nicola 

La chiesa di S. Nicola di Conflenti Superiore, che ancora nel 600 risultava essere la Matrice di tutte le altre chiese, rivestiva un ruolo molto importante nella vasta area del Reventino ed era un punto di riferimento per le altre istituzioni ecclesiastiche.

La festa del Santo, che originariamente era di S. Nicola di Mira, si celebrava il 6 dicembre e non in quella della traslazione delle sue reliquie a Bari l’8 o il 9 maggio.

Fin dalla sua origine  e per alcuni secoli, la parrocchia di S. Nicola ha avuto la funzione fondamentale nella conservazione specifica identità culturale degli abitanti di Conflenti Soprani, anche molto tempo dopo l’erezione del santuario di Visora a Conflenti Sottani.

Essa ha rappresentato, almeno fino alla seconda metà del secolo XIX, l’elemento principale di integrazione comunitaria di Conflenti Soprani saldandosi profondamente con l’ambiente e i suoi abitanti e rispecchiando tutte le vicende del paese. Questa costituisce una nota tipica della sua storia. A  S. Nicola, come abbiamo potuto ricavare anni addietro dai libri parrocchiali ora purtroppo irreperibili,si battezzavano e si anagrafano solo ed esclusivamente i nati in quel rione ( chiamato in tutti gli atti notarili rione S. Nicola). Solo in tempi più recenti, dopo il superamento delle diffidenze con Conflenti Sottani e l’unificazione dei due comuni, anche gli abitanti di Conflenti Sottani sono stati coinvolti nelle devozioni, nelle processioni e nelle feste di quella chiesa.

La prova più evidente dell’importanza della chiesa di S. Nicola la ritroviamo nel fatto che il parroco di quella parrocchia don Francesco Maria Stranges (del fu Giovanni) nel 1839, come diremo più avanti,risultava essere il procuratore speciale di D. Guglielmo Winspeare di Napoli, abate commendatario dell’abbazia dei Santi Quaranta Martiri del Mitoio, in territorio di Sambiase.

Questa abbazia, fondata nel IX e il X secolo come il romitorio brasiliano di S. Nicola di Conflenti su cui poi sorse la omonima chiesa, dopo essere stata sotto la giurisdizione del vescovo di Nicastro, alla metà del XV secolo cadde in commenda, cioè l’uso del suo beneficio, rimasto vacante, fu affidato ad un abate detto commendatario che, pur non diventandone titolare, lo conservava a vita percependone le rendite.

Per quanto riguarda gli ultimi abati commendatari, dai documenti d’archivio risulta che nel 1723 il beneficio del cardinale Petra, nel 1742 fu conferito a Valerio Riccio, nel 1776 a Giuseppe Maria del ponte di cava dei Tirreni, nel 1796 a Roberto Filangeri , figlio del grande Gaetano Filangeri, nel primo ottocento all’abate Perretti e dopo di lui a D. Antonio di Winspeare di Napoli.

Il 22 luglio 1824, con uno speciale mandato di procura rogato dal notaio Nicola Rienzo d Napoli, l’abate Guglielmo Winspeare nominava procuratore il parroco don Andrea Folino del fu Innocenzo, abitante nel rione Piro di Conflenti , per fittare ai fratelli Nicola e Giovanni Folino del fu Antonio, domiciliati nel rione San Nicola, “tutti i beni e rendite di spettanza della Badia dei Santi Quaranta Martiri, sita in Sambiase della quale ne è commendatario esso sig. Winspeare. Nell’atto notarile di fitto, rogato dal notaio Nicola Baccari  in data 29 ottobre 1824, venivano fissate le seguenti condizioni tra le parti: a) tra i beni dell’Abazia dati in fitto ci debbano andare compresi anche i frutti degli alberi di cerro; 

b) l’abate si riserva il diritto di vendere e tagliare solo gli alberi di cerro riconosciuti come infruttiferie sostituirli con piantoni di castagne, senza dover concedere niuno e scomputo ed indennità di sorte alcuna ai due fittuari; 

c) i fittuari, nel corso dei tagli, dovevano vegliare che l’abbatimento e caduta degli alberi tagliati non porti nocumento agli altri alberi confinanti, affinché la proprietà della Badia non risenta del danno. Inoltre. Gli stessi fittuari, nel caso avvenga qualche legittimo taglio di cerri,restano tenuti a bollare gli alberi prima dell’applicazione della scure.; 

d) la durata dell’affitto era fissata in anni sei dal 1 settembre 1827 a tutto agosto 1833; 

e) l’estagio dell’affitto era stabilito in 450 ducati annui pagabili in due rate. 250 il 1 gennaio e 250 il 1 settembre;

 f) i pagamenti dovevano essere effettuati direttamente a Napoli in moneta d’argento effettivo esclusa qualunque carta di banco cedola che denotasse moneta con andare a carico di essi fittuario ogni spesa di cambio o altro per la rimessa del denaro in Napoli e la sicurtà della moneta;

g)i fittuari dovevano pagare durante i sei anni la fondiaria gravante sui beni dell’Abazia nonché le due messe la settimana montanti ad annui ducati 12 e grana 40 di peso annuale al quale è soggetta la badia detraendo queste somme dall’estaglio pattuito di 450 ducati annui; 

f) i fittuari dovevano tenere presso di loro la chiave della cappella affin di vigilare che non si abusi del sagro locale e  per aver cura delle suppellettili che gli si appartengono. Il procuratore don Andrea Folino consegnava ai due fittuari lo stato numerato degli alberi attualmente esistenti in detta foresta del Mitoio che sono cioè alberi di castagna tremila settecento diciotto con dichiarazione che dove una pianta di castagna moltiplicasse le sue radici tanti alberi si dovevano contare per quanto hanno prodotto le radici suddette; risceglie di castagna numero centosesanta cola stesa dichiarazione;querce numero trenta; cerri quattrocentotrenta. Non si teneva conto di una cinquantina di alberi che mancavano all’elenco fatto nel 1819 dai due esperti Antonio Vizza (del fu Giovanni) e Nicola Vescio ( del fu Tommaso) perché noto all’abate Winspeare che questa cinquantina in circa alberi di castagna sono stati distrutti da venti impetuosi dai zifoni e da incendi fortuiti o cagionati da coloni limitrofi come costa da informazione o processo fatto dalla Direzione di acqua e foresta.

 Il 22 luglio 1824, con uno speciale mandato di procura rogato dal notaio Nicola D'Arienzo di Napoli, l'abate Guglielmo Winspeare nominava suo procuratore il parroco don Andrea Folino della chiesa di S. Nicola di Conflenti, per fittare ai fratelli Nicola e Giovanni Folino di Conflenti "tutti i beni e rendite di spettanza della Badia dei Santi Quaranta Martiri sita in Sambiase della quale ne è commendatario esso sig. Winspeare".


Atto notarile di fitto dei beni dell'Abbazia

L' 8 giugno 1839, con atto del notaio Raffaele Dascoli di Napoli, D. Guglielmo Winspeare nominava suo procuratore speciale il rev. Don Francesco Maria Stranges, parroco della parrocchia di S. Nicola di Conflenti, con l'incarico di fittare i beni dell'abbazia a tre conflentesi che ne avevano fatta richiesta, cioè don Nicola Folino, don Antonio Folino e don Antonio Montoro. L'11 febbraio 1842, con atto rogato dal notaio Giuseppe Lemmo di Napoli, D. Guglielmo Winspeare rinnovava al parroco di Conflenti Soprani la speciale procura per il rinnovo dell'affitto dei beni dell'abbazia ai fittuari precedenti, eccettuato don Nicola Folino che era deceduto. Tutti questi atti sono importanti per conoscere il patrimonio dell'abbazia e, soprattutto, perché da essi si ricava la consistenza della grande foresta del Mitoio, con l'elenco dettagliato dei vari tipi di piante ci consente di avere il quadro della consistenza forestale di quel periodo in quella che era conosciuta come il mondo della pece.

Per saperne di più. Acquistate il volume : La chiesa di S. Nicola in Conflenti e l'Abbazia dei SS. Quaranta Martiri di Sambiase, a. VIII n. 78 (1999), pp. 12-16. Gli studi del prof. Villella, hanno dimostrato che è stata la più antica struttura religiosa del comprensorio del Reventino, essendo sorta sui ruderi di un cenobio basiliano del X secolo.

  www.lameziastorica.it

Trovandoci davanti a notizie parziali, a fatti contraddittori, ad eventi prima affermati e poi negati nelle e fra le istituzioni della Chiesa, non si può che chiedere a Sua Santità il Papa di fare luce immediatamente perchè la Chiesa di San Nicola permetteva all'allora parroco don Arcangelo Cerminara di mantenere ben due perpetue, Raffaela e Caterina . Il successore don Riccardo Stranges  aveva una sola perpetua, Ida. L'attuale parroco don Adamo Castagnaro nessuna. 

LA GESTIONE BENI IMMOBILI della Chiesa  rientra nelle competenze dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero, di cui è presidente proprio lui , don  Adamo Castagnaro. Lui ha tutti i documenti contabili in entrata e uscita, quindi egli è un faro che può illuminarci e contestare il mio dire. 
La non contestazione o la contestazione generica dà luogo ad una presunzione di verità dei fatti......  mi risponda don Adamo. Grazie 

Maria SS. della Quercia di Visora aiutaci ancora, e proteggici! 
Proteggici in particolare dall’infernale serpente che vuole il nostro male terreno,
 il male delle nostre famiglie, con queste continue richieste di soldi.
 Aiutaci a  mettere in condizione di non nuocere  i tuoi stessi servitori terreni,
 convertendoli a Cristo. Deo gratia.
 
 
Nuova chiesa a Savutano di Lamezia Terme costruita in pochi mesi nel 2014. 
I soldi per riparare la chiesa di San Nicola in Conflenti
 non ci sono per costruire una grande chiesa ci sono....
Otto per mille allo Stato: una partita di giro verso il Vaticano
martedì 17 novembre 2009

Con un decreto firmato dal premier Berlusconi, il governo italiano ha stabilito come impiegare l’Ovaticano.jpgtto per Mille destinatogli dai contibuenti per l’anno 2009. Alla Pontificia Università Gregoriana di Roma verranno assegnati 459 mila euro, alla Diocesi di Cassano allo Ionio 1 milione 146 mila euro, alla Confraternita di Santa Maria della Purità di Gallipoli 369 mila euro, ecc. Un elenco molto lungo, di circa diciassette pagine, che vede ripartite tra confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie le quote prevalenti di quanto i contribuenti avevano invece devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.

Questo è possibile grazie all'atto del governo n. 121, firmato dal presidente Berlusconi che, reduce dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano, conferma che i soldi dell'Otto per mille destinati allo Stato entreranno di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. L'atto è attualmente sottoposto a parere parlamentare delle sole commissioni Bilancio, dal momento che la Camera si è già espressa con voto positivo il 27 ottobre, mentre il Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.

Per comprendere meglio come questo sia possibile bisogna sapere che fino a due decenni fa lo Stato italiano pagava direttamente lo stipendio al clero cattolico, con il meccanismo della congrua. Ritenendolo datato, nell’ambito delle trattative per il nuovo Concordato, si decise un nuovo meccanismo di finanziamento alla Chiesa cattolica, solo in apparenza più democratico e trasparente in quanto allargato alle altre religioni: lo Stato decideva di devolvere l’Otto per Mille dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica (per scopi religiosi o caritativi) o alle altre confessioni o allo stato stesso (per scopi sociali o assistenziali), in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi. Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell’Otto per Mille del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.

In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si contano le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi. Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse. Questo significa che l'80% della torta, cioè più di 900 milioni di euro, ogni anno finiscono nelle tasche del Vaticano. Cifra già abbastanza cospicua che non andrebbe in nessun modo rimpinguata.

Egidio Baratta col padre al tempo che vendeva le primizie davanti la chiesa di San Nicola

 

IL Sindaco di Conflenti Nicola Butera  col muratore Antonio Baratta ammirano la fontana opera de  nu Cujjientaru

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